I cordoli killer, per intenderci quegli zoccolini di plastica/gomma imbullonati all'asfalto di alcune grandi città come Roma e Milano per separare la corsia riservata ai mezzi pubblici dalle altre, potrebbero sparire dalle strade della Capitale, in considerazione dell'elevato numero di incidenti causati alle due ruote.
L'iniziativa è sicuramente pregevole, bisognerà vedere se e come prenderà forma. Ma non bisogna mai abbassare la guardia: oltre ai cordoli, il motociclista deve lottare contro guard rail taglienti (e non è una novità) e contro le famigerate "mattonelle" per contare gli accessi al centro...
Qui di seguito, trovate l'articolo completo apparso sul "Messaggero".

Il centauro del Team Alstare Suzuki, ha tagliato per primo il traguardo in coppia con il connazionale Kohsuke Akiyoshi. I due hanno vinto precedendo di un nulla i fortissimi Carlos Checa e Ryuichi Kiyonari della scuderia Ten Kate Honda (iscritta come Dream Honda Racing).
01 Yoshimura Suzuki with JOMO Akiyoshi/Kagayama
02 DREAM Honda Racing Kiyonari /Checa
03 Yoshimura Suzuki with Denso Sakai/Watanabe
04 YSP PRESTO Racing Nakasuga
05 DREAM Honda Racing Rea/Teshima
06 TEAM GREEN Yanagawa
07 F.C.C.TSR Tsujimura/Ito
08 Moriwaki MOTUL Yamaguchi/Crutchrou
09 Team Sakurai Honda Tsuda
10 Y’s gear racing Sato/Takeda
É volato con la moto per oltre 15 metri nel vuoto ma è rimasto praticamente illeso.
É accaduto poco dopo le 13 in località il Guercio, lungo la provinciale tra Romito e Lerici. Protagonista Aldo Eguez, un 55enne del posto, sposato e padre di tre figli.
Ancora da ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, ma pare che il centauro abbia perso il controllo del mezzo per evitare un’auto che stava sopraggiungendo all’improvviso. Di qui l’urto con un cassonetto dell’immondizia e poi il volo nel vuoto. A salvarlo la folta vegetazione presente nel canalone.
(Valentina Boracchia su Il Secolo XIX - La Spezia)

Jake Loniak, studente in Transportation Design all'Art Center College of Design a Pasadena, è stato assegnato dal suo professore Bumsuk Lim il compito di ripensare completamente il concetto di moto.
E lui lo ha fatto, tanto da ottenere questo straordinario concept di eso-moto-scheletro, che poco ha di moto ma è tanto piaciuto alla Yamaha. Ma a chi non piacerebbe andare in ufficio così?
Incredibile.

(foto repubblica.it)
Due diciottenni canadesi, sfruttando solo software gratuiti e open source, hanno progettato e realizzato la prima moto monoruota (in realtà sono due ruotini appaiati...) elettrica e completamente controllabile con il solo peso del corpo. Infatti, il progetto si basa sullo stesso principio applicato nella famosa biga elettrica che qualche anno fa tanto scalpore fece nelle sue prime, fugaci apparizioni in città. Spostando il peso in avanti, dunque, la moto accelera, viceversa spostandolo indietro, si inverte la polarità del motore ottenendo un effetto frenante senza bisogno di dischi e pastiglie (un po' la stessa cosa che avviene sul Vectrix, per intenderci, solo senza la classica manetta!)







